Marco Aurelio, Pensieri, II, 16
L'anima dell'uomo oltraggia se stessa anzitutto quando diventa, per quanto dipende da lei, un ascesso e quasi un tumore dell'universo: perché irritarsi per qualcosa che accade è staccarsi dalla natura, che contiene come sue parti le nature di ciascuno degli altri esseri. Poi, quando si allontana da un uomo o addirittura gli si scaglia contro per fargli del male, come fanno le anime di chi è in collera. In terzo luogo oltraggia se stessa quando si lascia vincere dal piacere o dal dolore. In quarto luogo, quando finge, e fa o dice qualcosa in modo artificioso e falso. In quinto luogo, quando lascia andare un'azione o un impulso senza uno scopo, e agisce a caso e senza rendersene conto, mentre anche le cose più piccole dovrebbero essere fatte in riferimento al fine; e il fine degli esseri razionali è seguire la ragione e la legge della più antica delle città e delle costituzioni.
Marco Aurelio · Pensieri, II, 16
Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Marco Aurelio, Pensieri, II, 16, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/2/16