Marco Aurelio, Pensieri, IV, 21
Se le anime sopravvivono, come fa l'aria a contenerle dall'eternità? E come fa la terra a contenere i corpi di chi viene sepolto da tanto tempo? Come qui, dopo che sono rimasti per un certo tempo, la trasformazione e la dissoluzione di questi corpi fanno posto ad altri morti, così le anime trasferite nell'aria, dopo esserci rimaste per un certo tempo, si trasformano, si diffondono e si accendono, riassorbite nella ragione seminale del tutto, e in questo modo fanno posto a quelle che vengono ad abitare dopo di loro. Questo si potrebbe rispondere nell'ipotesi che le anime sopravvivano.
Ma bisogna considerare non solo la moltitudine dei corpi sepolti in questo modo, ma anche quella degli animali mangiati ogni giorno da noi e dagli altri animali. Quanti ne vengono consumati, e in un certo senso sepolti nei corpi di chi se ne nutre! Eppure lo spazio li accoglie, grazie alla loro trasformazione in sangue e ai mutamenti in aria o in fuoco.
Qual è, su questo, la via per indagare la verità? La distinzione tra l'elemento materiale e quello causale.
Marco Aurelio · Pensieri, IV, 21
Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Marco Aurelio, Pensieri, IV, 21, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/4/21