Marco Aurelio, Pensieri, IV, 20
Tutto ciò che è bello, in qualunque modo lo sia, è bello di per sé e finisce in se stesso, senza avere la lode come parte di sé: ciò che viene lodato, infatti, non diventa né peggiore né migliore. Questo lo dico anche delle cose chiamate belle in senso più comune, come gli oggetti materiali e le opere d'arte. (Ciò che è veramente bello, infatti, di che cosa ha bisogno? Non più della legge, non più della verità, non più della benevolenza o del pudore.) Quale di queste cose è bella perché viene lodata, o si guasta se viene criticata? Uno smeraldo diventa peggiore se non viene lodato? E l'oro, l'avorio, la porpora, una lira, un coltellino, un fiorellino, un arbusto?
Marco Aurelio · Pensieri, IV, 20
Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Marco Aurelio, Pensieri, IV, 20, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/4/20