Marco Aurelio, Pensieri, VI, 20

Nelle palestre qualcuno ci graffia con le unghie o ci ferisce con una testata, ma noi non protestiamo, non ci offendiamo e non lo guardiamo poi con sospetto, come se ci tendesse insidie; certo, ci guardiamo da lui, ma non come da un nemico né con sospetto: lo evitiamo con benevolenza. Lo stesso avvenga anche negli altri ambiti della vita: lasciamo correre molte cose di quelli che sono, per così dire, nostri compagni di allenamento. È possibile infatti, come ho detto, evitarli senza sospettare e senza odiare.

Marco Aurelio · Pensieri, VI, 20

Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Marco Aurelio, Pensieri, VI, 20, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/6/20