Marco Aurelio, Pensieri, VII, 68

Vivi fino in fondo senza costrizioni, nella gioia più grande, anche se tutti ti gridano contro quello che vogliono, anche se le belve fanno a pezzi le povere membra di questo impasto di carne che ti è cresciuto intorno. Che cosa impedisce, in tutto questo, alla mente di conservarsi nella calma, in un giudizio vero su ciò che la circonda e in un uso pronto di ciò che le viene messo davanti? Così che il giudizio dica a ciò che si presenta: «Questo sei nella sostanza, anche se nell'opinione appari diverso»; e l'uso dica a ciò che gli capita tra le mani: «Cercavo proprio te». Perché per me il presente è sempre materia di virtù razionale e civile e, in una parola, dell'arte dell'uomo o del dio. Tutto ciò che accade, infatti, diventa familiare al dio o all'uomo, e non è né nuovo né difficile da trattare, ma conosciuto e facile da lavorare.

Marco Aurelio · Pensieri, VII, 68

Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Marco Aurelio, Pensieri, VII, 68, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/7/68