Marco Aurelio, Pensieri, X, 31
Quando vedi Satirione, pensa a Socratico, a Eutiche o a Imene; quando vedi Eufrate, pensa a Eutichione o a Silvano; quando vedi Alcifrone, pensa a Tropeoforo; quando vedi Severo, pensa a Critone o a Senofonte; e guardando te stesso, pensa a uno dei Cesari; e così per ciascuno, il suo corrispondente. Poi ti venga in mente: «Dove sono, dunque, quelli?». Da nessuna parte, o chissà dove. Così vedrai continuamente le cose umane come fumo e nulla, soprattutto se ricordi anche che ciò che si è trasformato una volta non esisterà più nell'infinità del tempo. Perché allora ti affanni? Perché non ti basta attraversare con decoro questo breve tempo?
Da quale materia e da quale occasione fuggi! Che cos'altro sono tutte queste cose se non esercizi per una ragione che ha visto con precisione, da studiosa della natura, ciò che accade nella vita? Resta dunque, finché avrai fatto tue anche queste cose, come uno stomaco sano fa suo ogni cibo, come un fuoco brillante fa fiamma e luce di qualunque cosa ci getti dentro.
Marco Aurelio · Pensieri, X, 31
Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Marco Aurelio, Pensieri, X, 31, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/10/31