Seneca, Lettere a Lucilio, 7, 5
«Ma quello ha commesso una rapina, ha ucciso un uomo». E allora? Poiché ha ucciso, ha meritato di subire questo; ma tu, disgraziato, che cosa hai fatto per meritare di guardarlo? «Ammazza, frusta, brucia! Perché va contro il ferro con tanta paura? Perché uccide con così poca audacia? Perché muore così malvolentieri? Lo si spinga a frustate verso le ferite: ricevano i colpi l'uno dell'altro a petto nudo e scoperto». Lo spettacolo fa una pausa: «Nel frattempo si sgozzi qualcuno, perché non si resti senza far niente». Su, non capite nemmeno questo, che i cattivi esempi ricadono su chi li dà? Ringraziate gli dèi immortali che state insegnando la crudeltà a uno che non è capace di impararla.
Seneca · Lettere a Lucilio, 7, 5
Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Seneca, Lettere a Lucilio, 7, 5, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/7/5