Marco Aurelio, Pensieri, XII, 3

Sono tre le cose di cui sei composto: il povero corpo, il piccolo soffio, la mente. Di queste, le prime due sono tue nella misura in cui devi prendertene cura; solo la terza è tua in senso proprio. Se dunque separi da te stesso, cioè dalla tua mente, tutto ciò che gli altri fanno o dicono, o ciò che tu stesso hai fatto o detto, e tutto ciò che ti turba come futuro, e tutto ciò che appartiene, senza dipendere dalla tua facoltà di scelta, al corpo che ti avvolge o al soffio che è nato con te, e tutto ciò che il vortice che scorre intorno dall'esterno fa girare, così che la tua facoltà intelligente, sottratta a ciò che è legato al destino, pura e libera, viva per conto suo, facendo ciò che è giusto, volendo ciò che accade e dicendo la verità;

se separi, dico, da questa parte che guida ciò che vi si è attaccato per affezione, e del tempo ciò che viene dopo e ciò che è passato, e fai di te stesso, come quella di Empedocle, «una sfera rotonda, che gode della sua solitudine circolare», e ti eserciti a vivere solo ciò che vivi, cioè il presente: potrai vivere il tempo che ti resta fino alla morte imperturbabile, benevolo e in pace con il tuo dàimon.

Marco Aurelio · Pensieri, XII, 3

Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Marco Aurelio, Pensieri, XII, 3, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/12/3