Marco Aurelio, Pensieri, III, 16

Corpo, anima, mente. Al corpo appartengono le sensazioni, all'anima gli impulsi, alla mente i principi. Ricevere l'impronta delle impressioni è proprio anche delle bestie al pascolo; essere tirati come marionette dagli impulsi è proprio anche delle belve, degli effeminati, di Falaride e di Nerone; avere la mente come guida verso quelli che sembrano doveri è proprio anche di chi non crede negli dèi, di chi tradisce la patria e di chi fa qualunque cosa una volta chiuse le porte.

Se dunque tutto il resto è comune agli esseri che ho nominato, ciò che resta come proprio dell'uomo buono è amare e accogliere ciò che gli accade e che il destino intesse per lui; e non confondere né turbare con una folla di impressioni il dàimon che abita dentro il suo petto, ma conservarlo sereno, mentre segue dio con ordine, senza dire nulla contro la verità e senza fare nulla contro la giustizia. E anche se tutti gli uomini non gli credono quando vive con semplicità, pudore e buon umore, non se la prende con nessuno di loro e non si allontana dalla strada che porta al termine della vita, a cui bisogna arrivare puri, tranquilli, pronti a sciogliersi, in accordo spontaneo con la propria sorte.

Marco Aurelio · Pensieri, III, 16

Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Marco Aurelio, Pensieri, III, 16, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/3/16