Marco Aurelio, Pensieri, I, 6
Da Diogneto: il non affannarsi per cose vane; il non credere a quello che raccontano ciarlatani e stregoni su incantesimi, cacciata dei demoni e cose simili; il non allevare quaglie e il non appassionarsi a cose del genere; il sopportare la franchezza altrui; l'essermi avvicinato alla filosofia e l'aver ascoltato prima Bacchio, poi Tandaside e Marciano; l'aver scritto dialoghi da ragazzo; e l'aver desiderato il giaciglio, la pelle di animale e tutto ciò che fa parte dell'educazione greca.
Marco Aurelio · Pensieri, I, 6
Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Marco Aurelio, Pensieri, I, 6, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/1/6