Marco Aurelio, Pensieri, XI, 20
Il tuo piccolo soffio e tutto ciò che c'è di fuoco mescolato in te, pur tendendo per natura verso l'alto, tuttavia, obbedendo all'ordinamento del tutto, sono trattenuti qui nel composto. E tutto ciò che in te è terra e liquido, pur tendendo verso il basso, tuttavia si è sollevato e sta in una posizione che non è la sua naturale. Così anche gli elementi obbediscono al tutto, quando sono stati collocati in qualche posto con la forza, e ci restano finché da lì non venga di nuovo il segnale della dissoluzione.
Non è grave, allora, che soltanto la tua parte intelligente sia disobbediente e si irriti del posto che le spetta? Eppure non le viene imposto nulla di violento, ma soltanto ciò che per lei è secondo natura; e tuttavia non lo sopporta, ma va in senso contrario. Il movimento verso le ingiustizie, le dissolutezze, le collere, i dolori e le paure non è altro che il gesto di chi si allontana dalla natura. E quando la parte che guida si irrita per qualcosa che accade, anche allora abbandona il suo posto: è stata costituita per la santità e la devozione verso gli dèi non meno che per la giustizia. Anche queste, infatti, sono forme della buona convivenza, anzi vengono prima degli atti di giustizia.
Marco Aurelio · Pensieri, XI, 20
Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Marco Aurelio, Pensieri, XI, 20, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/11/20