Marco Aurelio, Pensieri, III, 2

Bisogna fare attenzione anche a cose come questa: anche ciò che si aggiunge come conseguenza alle cose prodotte dalla natura ha qualcosa di gradevole e di attraente. Per esempio, quando il pane cuoce, alcune parti si spaccano; e queste crepe, che in un certo senso vanno contro lo scopo dell'arte del fornaio, hanno una loro bellezza e stimolano in modo particolare l'appetito.

E ancora, i fichi, quando sono più maturi, si aprono; e nelle olive così mature da cadere dall'albero, proprio la vicinanza al marcire aggiunge al frutto una bellezza particolare. E le spighe che si piegano verso il basso, la fronte aggrottata del leone, la schiuma che cola dalla bocca dei cinghiali e molte altre cose, se uno le osserva per conto loro, sono tutt'altro che belle; eppure, poiché accompagnano le cose prodotte dalla natura, contribuiscono ad abbellirle e attraggono l'animo.

Così, se uno ha sensibilità e una comprensione più profonda di ciò che avviene nel tutto, quasi niente, anche tra le cose che accadono di conseguenza, gli sembrerà non disposto in modo gradevole. Costui guarderà le fauci vere delle belve con lo stesso piacere con cui guarda le imitazioni che mostrano pittori e scultori; saprà vedere, con i suoi occhi puri, una certa maturità e bellezza nella vecchia e nel vecchio, e la grazia nei ragazzi; e molte cose di questo tipo, che non convincono tutti, colpiranno soltanto chi ha davvero familiarità con la natura e con le sue opere.

Marco Aurelio · Pensieri, III, 2

Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Marco Aurelio, Pensieri, III, 2, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/3/2