Seneca, Lettere a Lucilio, 22, 15
«Nessuno», dice, «esce dalla vita diverso da chi è appena nato.» È falso: moriamo peggiori di come nasciamo. Questo è un difetto nostro, non della natura. È lei che dovrebbe lamentarsi con noi e dire: «Che cos'è questo? Vi ho generati senza brame, senza paure, senza superstizione, senza slealtà e senza tutti gli altri flagelli: uscite come siete entrati.»
Seneca · Lettere a Lucilio, 22, 15
Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Seneca, Lettere a Lucilio, 22, 15, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/22/15