Marco Aurelio, Pensieri, V, 8

Come si dice: «Asclepio ha prescritto a costui di andare a cavallo, o bagni freddi, o di camminare scalzo», così si dice anche: «La natura del tutto ha prescritto a costui una malattia, una menomazione, una perdita o qualche altra cosa del genere.» Lì infatti «ha prescritto» significa qualcosa come: gli ha ordinato questo come adatto alla salute; e qui ciò che accade a ciascuno gli è stato in un certo senso ordinato come adatto al destino.

Diciamo infatti che queste cose «si adattano» a noi, così come i costruttori dicono che le pietre squadrate nei muri o nelle piramidi «si adattano» le une alle altre, combinandosi in una certa composizione. In generale, infatti, l'armonia è una sola; e come da tutti i corpi si compone un corpo come l'universo, così da tutte le cause si compone una causa come il destino.

Capiscono ciò che dico anche le persone più semplici, perché dicono: «Gli è toccato questo.» Dunque questo gli è stato portato, e questo gli è stato prescritto. Accettiamo dunque queste cose come quelle che prescrive Asclepio. Anche tra quelle, molte sono dure, eppure le accogliamo nella speranza della salute.

Considera il compimento e la realizzazione di ciò che piace alla natura comune come qualcosa di simile alla tua salute, e accogli così tutto ciò che accade, anche se ti sembra piuttosto duro, perché porta lì: alla salute dell'universo, al buon andamento e al successo di Zeus. Non porterebbe infatti questo a qualcuno, se non portasse vantaggio al tutto; perché nessuna natura, qualunque sia, porta qualcosa che non sia adatto a ciò che essa governa.

Per due ragioni, dunque, devi amare ciò che ti accade. La prima: è accaduto a te, è stato prescritto a te e aveva a che fare con te, intessuto dall'alto, a partire dalle cause più antiche. La seconda: anche ciò che giunge a ciascuno individualmente è causa del buon andamento, del compimento e, per Zeus, della stessa permanenza di ciò che governa il tutto. Il tutto, infatti, viene mutilato, se interrompi anche minimamente la connessione e la continuità delle sue cause, come delle sue parti; e tu la interrompi, per quanto dipende da te, quando sei scontento, e in un certo senso la distruggi.

Marco Aurelio · Pensieri, V, 8

Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Marco Aurelio, Pensieri, V, 8, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/5/8