Marco Aurelio, Pensieri, V, 9

Non disgustarti, non scoraggiarti, non perderti d'animo se non riesci sempre a fare ogni cosa secondo principi giusti; ma, quando vieni respinto, torna di nuovo, e sii contento se la maggior parte delle tue azioni è degna di un uomo, e ama ciò a cui ritorni. E non tornare alla filosofia come da un precettore, ma come chi ha gli occhi malati torna alla spugnetta e all'uovo, come un altro all'impiastro o agli impacchi. Così non farai sfoggio di obbedire alla ragione, ma troverai riposo in essa. Ricorda che la filosofia vuole soltanto ciò che vuole la tua natura; tu invece volevi altro, qualcosa di non conforme alla natura. Che cosa c'è infatti di più piacevole di queste cose? Non è proprio così che il piacere ci inganna? Ma guarda se non sono più piacevoli la grandezza d'animo, la libertà, la semplicità, la gentilezza, la pietà. E che cosa c'è di più piacevole della saggezza stessa, quando pensi a come procede sicura e scorrevole in tutto la facoltà della comprensione e della conoscenza?

Marco Aurelio · Pensieri, V, 9

Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Marco Aurelio, Pensieri, V, 9, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/5/9