Marco Aurelio, Pensieri, VI, 15
Alcune cose si affrettano a nascere, altre si affrettano a essere già passate, e di ciò che nasce una parte si è già spenta. Flussi e trasformazioni rinnovano continuamente l'universo, così come il corso ininterrotto del tempo rende sempre nuova l'eternità infinita. In questo fiume, che cosa potrebbe stimare, tra le cose che gli corrono accanto, uno che non può fermarsi su nessuna? È come se uno cominciasse ad affezionarsi a uno dei passerotti che gli volano accanto: ed è già sparito dalla vista. Qualcosa del genere è anche la vita di ciascuno, come l'esalazione del sangue e il respiro che si prende dall'aria. Inspirare una volta l'aria e restituirla, come facciamo in ogni momento, è infatti la stessa cosa che restituire tutta la facoltà di respirare, che hai ricevuto ieri o l'altro ieri quando sei nato, là da dove l'avevi attinta la prima volta.
Marco Aurelio · Pensieri, VI, 15
Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Marco Aurelio, Pensieri, VI, 15, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/6/15