Marco Aurelio, Pensieri, VII, 66
Come sappiamo che Telauge non fosse migliore di Socrate nella disposizione d'animo? Non basta che Socrate sia morto in modo più glorioso, che discutesse con più abilità con i sofisti, che passasse le notti al gelo con più resistenza, che, ricevuto l'ordine di arrestare l'uomo di Salamina, abbia ritenuto più nobile rifiutarsi, e che «andasse per le strade pavoneggiandosi», cosa su cui ci si potrebbe soffermare più di tutto, se fosse vera. Bisogna invece considerare questo: che anima avesse Socrate, e se riuscisse ad accontentarsi di essere giusto verso gli uomini e pio verso gli dèi, senza indignarsi a vuoto contro il vizio e senza farsi schiavo dell'ignoranza di nessuno, senza accogliere ciò che il tutto gli assegnava come qualcosa di estraneo né subirlo come insopportabile, senza lasciare che la mente partecipi alle passioni della povera carne.
Marco Aurelio · Pensieri, VII, 66
Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Marco Aurelio, Pensieri, VII, 66, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/7/66