Marco Aurelio, Pensieri, VIII, 41
L'impedimento della sensazione è un male per la natura animale; l'impedimento dell'impulso è ugualmente un male per la natura animale. C'è anche qualcos'altro che ugualmente è un impedimento e un male per la costituzione delle piante. Così, allora, l'impedimento della mente è un male per la natura intelligente. Applica tutto questo a te stesso. Il dolore, il piacere ti toccano? Ci penserà la sensazione. Ti sei mosso verso qualcosa e hai trovato un ostacolo? Se ti muovevi senza riserva, è già un male per te in quanto essere razionale; ma se accetti la condizione comune, non sei ancora danneggiato né ostacolato. Ciò che è proprio della mente, però, nessun altro di solito lo ostacola: non la tocca né il fuoco, né il ferro, né il tiranno, né la calunnia, niente di niente, quando è diventata «una sfera rotonda nella sua solitudine».
Marco Aurelio · Pensieri, VIII, 41
Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Marco Aurelio, Pensieri, VIII, 41, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/8/41