Marco Aurelio, Pensieri, IX, 21

La fine di un'attività, la cessazione di un impulso o di un giudizio, è come una morte: nessun male. Passa ora alle età della vita, per esempio l'infanzia, l'adolescenza, la giovinezza, la vecchiaia: anche qui ogni cambiamento è una morte. C'è forse qualcosa di terribile? Passa ora alla vita trascorsa sotto il nonno, poi sotto la madre, poi sotto il padre; e, trovando molti altri disfacimenti, cambiamenti e fini, chiediti: «C'è forse qualcosa di terribile?». Così, allora, non lo è neppure la fine, la cessazione e il cambiamento di tutta la tua vita.

Marco Aurelio · Pensieri, IX, 21

Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Marco Aurelio, Pensieri, IX, 21, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/9/21