Epitteto, Manuale, 51
Fino a quando rimanderai di ritenerti degno delle cose migliori e di non trasgredire in nulla la ragione che distingue? Hai ricevuto i principi che dovevi accogliere, e li hai accolti. Quale maestro aspetti ancora, per rimandare fino al suo arrivo il momento di correggerti? Non sei più un ragazzo, ma ormai un uomo fatto. Se ora sarai negligente e pigro, e farai sempre rinvii su rinvii, e fisserai un giorno dopo l'altro a partire dal quale ti occuperai di te stesso, senza accorgertene non farai progressi, ma resterai un profano, in vita e in morte.
Ritieniti dunque degno, fin da ora, di vivere da uomo fatto e da persona che fa progressi; e tutto ciò che ti sembra la cosa migliore sia per te una legge inviolabile. E se ti si presenta qualcosa di faticoso o di piacevole, di glorioso o di inglorioso, ricorda che la gara è adesso, che le Olimpiadi sono già qui e che non si può più rimandare, e che basta un solo giorno e una sola azione perché un progresso vada perduto o sia salvo.
Così Socrate giunse alla perfezione: in tutto ciò che gli si presentava, non dava retta a nient'altro che alla ragione. E tu, anche se non sei ancora Socrate, devi vivere come uno che vuole essere Socrate.
Epitteto · Manuale, 51
Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Epitteto, Manuale, 51, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/epitteto/manuale/51