Marco Aurelio, Pensieri, X, 7
Le parti del tutto, tutte quelle che per natura sono comprese nell'universo, devono per forza perire; e «perire» va inteso nel senso di «trasformarsi». Se questo fosse per loro un male e insieme una necessità, il tutto non sarebbe ben governato, dato che le parti vanno verso la trasformazione e sono costituite in modi diversi per perire. La natura stessa avrebbe forse cercato di fare del male alle sue parti, di renderle esposte al male e destinate per forza a cadere nel male, oppure queste cose le sono sfuggite? Entrambe le ipotesi sono incredibili.
E se uno, lasciando da parte la natura, spiegasse queste cose dicendo che sono fatte così, anche in questo caso sarebbe ridicolo dire, da un lato, che le parti del tutto sono fatte per trasformarsi, e dall'altro stupirsi o irritarsi come per qualcosa che accade contro natura, tanto più che la dissoluzione avviene negli stessi elementi di cui ogni cosa è composta. O infatti è una dispersione degli elementi da cui la cosa si era formata, o un mutamento di ciò che è solido in terra e di ciò che è soffio in aria, così che anche questi vengano riassorbiti nella ragione del tutto, sia che esso periodicamente si consumi nel fuoco, sia che si rinnovi con scambi eterni.
E ciò che è solido e ciò che è soffio non immaginarli come presenti fin dalla prima nascita: tutto questo è affluito ieri o l'altro ieri dai cibi e dall'aria respirata. Si trasforma dunque ciò che hai ricevuto, non ciò che tua madre ha partorito. E ammetti pure che quello ti leghi molto strettamente alla tua qualità individuale: non ha nulla a che vedere, credo, con ciò che si dice ora.
Marco Aurelio · Pensieri, X, 7
Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Marco Aurelio, Pensieri, X, 7, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/10/7