Seneca, Lettere a Lucilio, 14, 13

Si può discutere se in quel tempo il saggio dovesse prendere parte alla vita pubblica. «Che cosa vuoi, Marco Catone? Ormai non si tratta più della libertà: è stata distrutta da tempo. Si discute se a possedere lo stato debba essere Cesare o Pompeo: che c'entri tu con questa contesa? Non c'è nessun partito per te: si sta scegliendo un padrone. Che ti importa chi dei due vinca? Può vincere il migliore, ma chi avrà vinto non può non essere il peggiore». Ho toccato l'ultima parte della vita di Catone. Ma neppure gli anni precedenti erano tali da ammettere il saggio in quel saccheggio dello stato. Che altro fece Catone, se non gridare e lanciare parole inutili, quando ora veniva sollevato dalle mani della folla e, coperto di sputi, trascinato fuori dal foro, ora veniva portato dal senato in prigione?

Seneca · Lettere a Lucilio, 14, 13

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 14, 13, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/14/13