Marco Aurelio, Pensieri, II, 11

Fa' ogni cosa, di' ogni cosa e pensa ogni cosa come uno che potrebbe già uscire dalla vita. Andarsene dagli uomini, se gli dèi esistono, non ha niente di terribile: non ti getterebbero certo nel male. Se invece non esistono, o non si curano delle cose umane, che senso ha per me vivere in un universo vuoto di dèi o vuoto di provvidenza?

Ma esistono, e si curano delle cose umane; e perché l'uomo non cada nei mali veri hanno fatto in modo che dipenda tutto da lui. E se nel resto ci fosse qualche male, avrebbero provveduto anche a questo, perché dipendesse da ciascuno non caderci. Ma ciò che non rende peggiore un uomo, come potrebbe rendere peggiore la vita di un uomo?

La natura del tutto non avrebbe trascurato queste cose né per ignoranza né perché, pur conoscendole, non era in grado di prevenirle o di correggerle; né avrebbe commesso un errore così grande, per impotenza o per incapacità, da far capitare beni e mali alla rinfusa, allo stesso modo, ai buoni e ai cattivi.

Ma morte e vita, gloria e oscurità, fatica e piacere, ricchezza e povertà: tutto questo capita allo stesso modo agli uomini buoni e ai cattivi, perché non è né bello né vergognoso. Dunque non sono né beni né mali.

Marco Aurelio · Pensieri, II, 11

Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Marco Aurelio, Pensieri, II, 11, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/2/11