Marco Aurelio, Pensieri, IV, 50
Un aiuto da profani, ma efficace, per disprezzare la morte è ripensare a quelli che si sono aggrappati alla vita con avidità. Che cosa hanno avuto più di quelli morti prima del tempo? In ogni caso, da qualche parte, ormai giacciono: Cadiciano, Fabio, Giuliano, Lepido, e chiunque altro come loro, che accompagnarono molti alla sepoltura e poi furono portati via anche loro. Insomma, l'intervallo è piccolo, e lo si consuma fino in fondo tra quante fatiche, in compagnia di che gente e in che misero corpo! Non farne dunque una gran cosa. Guarda dietro di te l'abisso dell'eternità, e davanti a te un altro infinito. In questo, che differenza c'è tra chi è vissuto tre giorni e chi è vissuto quanto tre generazioni?
Marco Aurelio · Pensieri, IV, 50
Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Marco Aurelio, Pensieri, IV, 50, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/4/50