Marco Aurelio, Pensieri, II, 10

Da vero filosofo Teofrasto, confrontando le colpe come le si potrebbe confrontare in termini comuni, dice che quelle commesse per desiderio sono più gravi di quelle commesse per collera. Chi si adira, infatti, sembra allontanarsi dalla ragione con un certo dolore e una contrazione nascosta; chi invece sbaglia per desiderio, vinto dal piacere, appare in qualche modo più sfrenato e più effeminato nelle sue colpe. Giustamente dunque, e in modo degno della filosofia, ha detto che la colpa commessa con piacere merita un'accusa più grave di quella commessa con dolore. In generale, il primo somiglia piuttosto a uno che ha subito un torto ed è stato costretto dal dolore ad arrabbiarsi; l'altro invece si è lanciato da sé verso l'ingiustizia, trascinato dal desiderio a fare qualcosa.

Marco Aurelio · Pensieri, II, 10

Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Marco Aurelio, Pensieri, II, 10, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/2/10