Marco Aurelio, Pensieri, II, 13
Niente è più misero di chi gira intorno a tutto, che «fruga sotto la terra», come dice il verso, e cerca di indovinare che cosa c'è nell'anima di chi gli sta vicino, senza accorgersi che gli basta stare accanto al solo dàimon che ha dentro di sé e servirlo con sincerità. E servirlo significa mantenerlo puro dalle passioni, dalla leggerezza e dal malcontento verso ciò che viene dagli dèi e dagli uomini. Ciò che viene dagli dèi va rispettato per la loro virtù; ciò che viene dagli uomini va amato perché siamo parenti, e a volte, in un certo senso, compatito per la loro ignoranza del bene e del male: una menomazione non minore di quella che impedisce di distinguere il bianco dal nero.
Marco Aurelio · Pensieri, II, 13
Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Marco Aurelio, Pensieri, II, 13, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/2/13