Marco Aurelio, Pensieri, IV, 3
Cercano luoghi dove ritirarsi, case di campagna, spiagge, montagne; e anche tu sei solito desiderare queste cose più di tutto. Ma tutto questo è un modo di pensare del tutto da profani, dato che puoi ritirarti in te stesso in qualunque momento tu voglia. Da nessuna parte infatti l'uomo si ritira in un luogo più tranquillo e più libero da affanni che nella propria anima, soprattutto chi ha dentro di sé pensieri tali che, appena vi rivolge lo sguardo, si trova subito in perfetta calma; e per calma non intendo nient'altro che buon ordine. Concediti dunque continuamente questo ritiro e rinnova te stesso; e siano brevi ed essenziali i principi che, appena ti tornano in mente, basteranno a lavare via ogni tristezza e a rimandarti, senza insofferenza, verso le cose a cui ritorni.
Con che cosa te la prenderai, infatti? Con la malvagità degli uomini? Ripensa a questo principio: gli esseri razionali sono nati gli uni per gli altri, la tolleranza è parte della giustizia, sbagliano senza volerlo; e pensa a quanti, dopo essersi odiati, sospettati, detestati, trafitti a colpi di lancia, sono ormai stesi a terra e ridotti in cenere; e smettila, una buona volta. Te la prenderai allora con ciò che ti è assegnato dal tutto? Richiama alla mente l'alternativa: o provvidenza o atomi; e tutte le prove che l'universo è come una città. Ti toccheranno ancora le cose del corpo? Pensa che la mente, una volta che si è raccolta in se stessa e ha riconosciuto il proprio potere, non si mescola al soffio vitale, che si muova dolcemente o bruscamente; e pensa a tutto quello che hai sentito sul dolore e sul piacere e che hai accettato.
Ti distrarrà allora la tua piccola fama? Guarda quanto in fretta tutto viene dimenticato, l'abisso dell'eternità infinita da una parte e dall'altra, il vuoto degli applausi, la volubilità e la mancanza di giudizio di chi sembra lodarti, e la ristrettezza del luogo in cui tutto questo è racchiuso. La terra intera è un punto, e che angolino di essa è questo dove abitiamo? E qui quanti sono, e quali, quelli che ti loderanno?
Ricorda dunque, d'ora in poi, di ritirarti in questo tuo piccolo podere; e soprattutto non lasciarti strappare qua e là e non irrigidirti, ma sii libero, e guarda le cose da uomo, da essere umano, da cittadino, da essere mortale. E tra i principi più a portata di mano, a cui rivolgere lo sguardo, ci siano questi due. Il primo: le cose non toccano l'anima, ma stanno fuori, immobili, e i turbamenti vengono soltanto dal giudizio interiore. Il secondo: tutte queste cose che vedi tra pochissimo cambieranno e non ci saranno più; e pensa continuamente a quanti cambiamenti hai già visto di persona. L'universo è trasformazione, la vita è opinione.
Marco Aurelio · Pensieri, IV, 3
Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Marco Aurelio, Pensieri, IV, 3, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/4/3