Seneca, Lettere a Lucilio, 13, 6

Fammi questo favore: ogni volta che ti staranno intorno quelli che vogliono convincerti che sei infelice, pensa non a ciò che senti dire, ma a ciò che senti tu, consigliati con la tua capacità di sopportazione e chiedi a te stesso, che conosci benissimo le tue cose: Perché costoro mi compiangono? Perché si agitano, perché temono perfino il contagio, come se la disgrazia potesse saltare da uno all'altro? C'è qualcosa di male in questo, o questa cosa ha più cattiva fama che cattiva sostanza? Chiedi a te stesso: Non è che mi tormento e mi affliggo senza motivo, e faccio diventare un male ciò che non lo è?

Seneca · Lettere a Lucilio, 13, 6

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 13, 6, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/13/6