Seneca, Lettere a Lucilio, 15, 9

Ti ho tolto un bel po' di fatica; a questi favori si aggiungerà un piccolo compenso, e greco. Ecco un precetto notevole: «La vita stolta è ingrata e ansiosa: è tutta proiettata nel futuro». «Chi lo dice?», chiedi. Lo stesso di prima. Quale vita credi che venga chiamata stolta? Quella di Baba e di Isione? Non è così: si parla della nostra, di noi che un cieco desiderio fa precipitare verso cose che ci faranno male e che certo non ci sazieranno mai; di noi che, se qualcosa potesse bastarci, ne avremmo già avuto abbastanza; di noi che non pensiamo quanto sia piacevole non chiedere nulla, quanto sia magnifico sentirsi pieni e non dipendere dalla sorte.

Seneca · Lettere a Lucilio, 15, 9

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 15, 9, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/15/9