Marco Aurelio, Pensieri, IX, 41
Epicuro dice: «Durante la malattia, i miei discorsi non riguardavano le sofferenze del mio povero corpo, e con chi veniva a trovarmi», dice, «non parlavo di cose del genere, ma continuavo a discutere i principi della fisica, concentrato proprio su questo: come la mente, pur partecipando di questi movimenti della carne, rimanga imperturbabile e custodisca il proprio bene. E ai medici», dice, «non davo occasione di darsi arie, come se facessero qualcosa di importante; ma la mia vita andava avanti bene e con dignità». Fai dunque come lui, se sei malato e in qualunque altra difficoltà: non abbandonare la filosofia, qualunque cosa capiti, e non chiacchierare a vuoto con il profano e con chi ignora la natura; questo è comune a ogni scuola. Pensa solo a ciò che stai facendo ora e allo strumento con cui lo fai.
Marco Aurelio · Pensieri, IX, 41
Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Marco Aurelio, Pensieri, IX, 41, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/9/41