Marco Aurelio, Pensieri, IX, 40
O gli dèi non possono nulla, o possono. Se non possono, perché preghi? Se possono, perché non preghi piuttosto che ti concedano di non temere nessuna di queste cose, di non desiderarne nessuna, di non soffrire per nessuna di esse, invece che di averne o non averne qualcuna? Perché certamente, se possono aiutare gli uomini, possono aiutarli anche in questo. Ma forse dirai: «Gli dèi hanno fatto dipendere queste cose da me». E allora non è meglio usare con libertà ciò che dipende da te, che affannarti da schiavo, umiliandoti, per ciò che non dipende da te? E chi ti ha detto che gli dèi non ci aiutano anche in ciò che dipende da noi? Comincia almeno a pregare per queste cose, e vedrai. Uno prega: «Che io possa andare a letto con quella donna»; tu: «Che io non desideri andare a letto con quella donna». Un altro: «Che io possa liberarmi di quell'uomo»; tu: «Che io non abbia bisogno di liberarmene». Un altro: «Che io non perda il mio bambino»; tu: «Che io non abbia paura di perderlo». Insomma, rivolgi così le tue preghiere, e guarda che cosa succede.
Marco Aurelio · Pensieri, IX, 40
Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Marco Aurelio, Pensieri, IX, 40, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/9/40