Seneca, Lettere a Lucilio, 11, 1
Seneca saluta il suo Lucilio. Ha parlato con me quel tuo amico di buona indole: quanto animo, quanto ingegno, quanti progressi abbia già fatto, l'ha mostrato fin dalla prima conversazione. Ci ha dato un assaggio, e il resto sarà all'altezza. Non ha parlato infatti dopo essersi preparato, ma colto alla sprovvista. Mentre si raccoglieva, è riuscito a fatica a scrollarsi di dosso il pudore, buon segno in un giovane: tanto il rossore gli saliva dal profondo. Questo rossore, a quanto immagino, lo accompagnerà anche quando si sarà rafforzato e si sarà spogliato di tutti i vizi, perfino quando sarà saggio. Nessuna saggezza infatti elimina i difetti naturali del corpo. Ciò che è radicato e innato si attenua con l'arte, non si vince.
Seneca · Lettere a Lucilio, 11, 1
Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Seneca, Lettere a Lucilio, 11, 1, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/11/1