Seneca, Lettere a Lucilio, 12, 7

Per questo Eraclito, a cui l'oscurità del suo linguaggio procurò il soprannome, dice: «Un giorno è uguale a tutti». Ognuno l'ha inteso a modo suo. Uno ha detto che è uguale per il numero di ore, e non mente: se infatti il giorno è un tempo di ventiquattro ore, per forza tutti i giorni sono uguali tra loro, perché la notte ha ciò che il giorno ha perduto. Un altro dice che un giorno è uguale a tutti per somiglianza: nello spazio di tempo più lungo, infatti, non c'è nulla che tu non trovi anche in un solo giorno, la luce e la notte; e per l'eternità il giorno ripete più volte queste alternanze, non ora più breve, ora più lungo.

Seneca · Lettere a Lucilio, 12, 7

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 12, 7, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/12/7