Seneca, Lettere a Lucilio, 12, 6
«È spiacevole», dici, «avere la morte davanti agli occhi». Prima di tutto, deve stare davanti agli occhi del vecchio quanto del giovane. Non veniamo chiamati, infatti, secondo l'anagrafe. Poi nessuno è così vecchio che sperare in un altro giorno sia sfacciato. E un giorno è un gradino della vita. Tutta la vita è fatta di parti e ha cerchi più grandi tracciati intorno ai più piccoli. C'è un cerchio che li abbraccia e li racchiude tutti: va dal giorno della nascita all'ultimo. Ce n'è un altro che chiude gli anni dell'adolescenza. Ce n'è uno che stringe nel suo giro tutta la fanciullezza. C'è poi l'anno, che da solo contiene in sé tutte le stagioni, e dal loro moltiplicarsi si compone la vita. Il mese è racchiuso in un cerchio più stretto. Il giro più stretto è quello del giorno, ma anche il giorno va dall'inizio alla fine, dall'alba al tramonto.
Seneca · Lettere a Lucilio, 12, 6
Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Seneca, Lettere a Lucilio, 12, 6, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/12/6