Seneca, Lettere a Lucilio, 23, 1

Seneca saluta il suo Lucilio. Pensi che ti scriverò di quanto sia stato clemente con noi l'inverno, che è stato mite e breve, di quanto sia avara la primavera, di quanto sia fuori stagione il freddo, e delle altre sciocchezze di chi non sa che cosa dire? Io invece ti scriverò qualcosa che possa giovare a me e a te. E che cosa sarà, se non un'esortazione a una mente sana? Mi chiedi qual è il suo fondamento? Non godere delle cose vane. Ho detto che è il fondamento: è il culmine.

Seneca · Lettere a Lucilio, 23, 1

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 23, 1, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/23/1