Seneca, Lettere a Lucilio, 3, 1

Seneca saluta il suo Lucilio. Hai affidato a un tuo amico, come scrivi, delle lettere da consegnarmi; poi mi avverti di non mettere a parte quell'amico di tutto ciò che ti riguarda, perché non sei solito farlo nemmeno tu: così, nella stessa lettera, lo hai chiamato amico e lo hai negato. Se dunque hai usato quella parola, che ha un senso preciso, come fosse un termine generico, e lo hai chiamato amico come chiamiamo galantuomini tutti i candidati, come salutiamo con «signore» chi incontriamo per strada se non ci viene in mente il nome, lasciamo correre.

Seneca · Lettere a Lucilio, 3, 1

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 3, 1, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/3/1