Seneca, Lettere a Lucilio, 2, 6

«È una cosa onorevole», dice, «la povertà serena». Ma se è serena, non è povertà. Non è povero chi ha poco, ma chi desidera di più. Che importa infatti quanto uno tenga nella cassaforte, quanto nei granai, quanto bestiame faccia pascolare o quanto denaro presti a interesse, se brama i beni altrui, se non conta ciò che ha acquistato ma ciò che gli resta da acquistare? Mi chiedi quale sia la misura della ricchezza? Il primo grado è avere il necessario, il secondo avere quanto basta. Stammi bene.

Seneca · Lettere a Lucilio, 2, 6

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 2, 6, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/2/6