Seneca, Lettere a Lucilio, 3, 5

Allo stesso modo dovresti biasimare sia quelli che sono sempre inquieti, sia quelli che stanno sempre fermi. Infatti quell'agitazione che gode del tumulto non è operosità, ma il correre qua e là di una mente sconvolta. E non è quiete quella che giudica fastidioso ogni movimento, ma rilassatezza e torpore.

Seneca · Lettere a Lucilio, 3, 5

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 3, 5, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/3/5