Seneca, Lettere a Lucilio, 31, 11

Bisogna cercare qualcosa che non peggiori di giorno in giorno, qualcosa a cui nulla possa fare ostacolo. Che cos'è? L'animo, ma un animo retto, buono, grande. Come potresti chiamarlo, se non un dio ospite in un corpo umano? Questo animo può capitare tanto a un cavaliere romano quanto a un liberto, quanto a uno schiavo. Che cosa sono infatti un cavaliere romano, un liberto, uno schiavo? Nomi nati dall'ambizione o dall'ingiustizia. Da un angolo qualsiasi si può balzare fino al cielo. Alzati soltanto, «e plasma anche te / degno del dio». Ma non ti plasmerai con l'oro o con l'argento: da questa materia non si può ricavare un'immagine simile a un dio. Pensa che gli dèi, quando erano propizi, erano d'argilla. Stammi bene.

Seneca · Lettere a Lucilio, 31, 11

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 31, 11, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/31/11