Seneca, Lettere a Lucilio, 31, 10
Ma non sarà il denaro a renderti pari a un dio: un dio non possiede nulla. Non la toga pretesta: un dio è nudo. Non la fama, né il metterti in mostra e far conoscere il tuo nome tra i popoli: nessuno conosce un dio, molti hanno una cattiva opinione di lui, e impunemente. Non una folla di schiavi che portano la tua lettiga per le strade della città e in viaggio: quel dio, il più grande e il più potente, porta lui stesso tutte le cose. Nemmeno la bellezza e la forza possono renderti felice: nessuna di queste cose resiste al tempo.
Seneca · Lettere a Lucilio, 31, 10
Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Seneca, Lettere a Lucilio, 31, 10, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/31/10