Seneca, Lettere a Lucilio, 31, 5
La fatica nutre gli animi nobili. Non c'è motivo, dunque, di scegliere da quel vecchio voto dei tuoi genitori che cosa vuoi che ti capiti, che cosa desiderare; e in generale, per un uomo che è già passato attraverso le prove più grandi, è vergognoso stancare ancora gli dèi. Che bisogno c'è di voti? Renditi felice da solo. E ci riuscirai se capirai che sono beni le cose a cui è mescolata la virtù, e vergognose quelle a cui è unita la malvagità. Come senza una mescolanza di luce nulla è splendente, e nulla è nero se non ciò che ha in sé le tenebre o ha attirato su di sé qualcosa di oscuro, come senza l'aiuto del fuoco nulla è caldo e senza l'aria nulla è freddo, così è l'unione con la virtù o con la malvagità a rendere le cose moralmente buone o vergognose.
Seneca · Lettere a Lucilio, 31, 5
Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Seneca, Lettere a Lucilio, 31, 5, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/31/5