Seneca, Lettere a Lucilio, 33, 4

Supponi che vogliamo separare dalla massa le singole massime: a chi le attribuiremo? A Zenone, a Cleante, a Crisippo, a Panezio, a Posidonio? Non siamo sotto un re: ognuno è padrone di sé. Da loro, invece, tutto ciò che ha detto Ermarco, tutto ciò che ha detto Metrodoro, viene attribuito a uno solo. Tutto ciò che chiunque abbia detto in quella comunità è stato detto sotto la guida e gli auspici di uno solo. Non possiamo, ti dico, per quanto ci proviamo, estrarre qualcosa da una così grande quantità di cose di pari valore. «È da poveri contare il gregge.» Dovunque getterai lo sguardo, ti verrà incontro qualcosa che potrebbe spiccare, se non lo si leggesse in mezzo a cose uguali.

Seneca · Lettere a Lucilio, 33, 4

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 33, 4, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/33/4