Seneca, Lettere a Lucilio, 4, 2

Ricordi senz'altro quanta gioia hai provato quando, deposta la toga pretesta, hai indossato la toga virile e sei stato accompagnato nel foro; aspettatene una più grande quando avrai deposto l'animo da ragazzo e la filosofia ti avrà iscritto tra gli uomini. Finora infatti in noi non resta la fanciullezza, ma, cosa più grave, la puerilità. E questo è tanto peggio perché abbiamo l'autorevolezza dei vecchi e i vizi dei ragazzi, anzi non solo dei ragazzi, ma dei bambini. Quelli temono cose da poco, questi cose immaginarie, noi le une e le altre.

Seneca · Lettere a Lucilio, 4, 2

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 4, 2, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/4/2