Seneca, Lettere a Lucilio, 34, 2
Ti rivendico come mio: sei opera mia. Quando ho visto le tue qualità, ci ho messo le mani sopra, ti ho esortato, ti ho spronato e non ti ho lasciato andare piano, ma ti ho incitato di continuo; e ora faccio lo stesso, ma ormai esorto uno che corre e che a sua volta esorta me.
Seneca · Lettere a Lucilio, 34, 2
Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Seneca, Lettere a Lucilio, 34, 2, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/34/2