Seneca, Lettere a Lucilio, 40, 2

Mi scrivi di aver ascoltato il filosofo Serapione, quando è sbarcato da voi: «Ha l'abitudine di strappare via le parole a gran velocità, e non le fa uscire una alla volta, ma le preme e le incalza. Ne arrivano infatti più di quante una sola voce possa reggere.» Questo non lo approvo in un filosofo, il cui modo di parlare, come la sua vita, deve essere composto; e nulla è ordinato se precipita e ha fretta. Per questo in Omero quel discorso concitato, che piomba giù senza interruzione come la neve, è dato all'oratore più giovane, mentre dal vecchio scorre lieve e più dolce del miele.

Seneca · Lettere a Lucilio, 40, 2

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 40, 2, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/40/2