Tema
La semplicità
84 passi di Marco Aurelio, Seneca ed Epitteto, nella traduzione italiana di Cittadella.
- Marco Aurelio, Pensieri, I, 3Da mia madre: la devozione verso gli dèi, la generosità, e il trattenersi non solo dal fare il male ma anche dal concepirne il pensiero; e inoltre la…
- Marco Aurelio, Pensieri, IV, 24«Fa' poche cose», dice, «se vuoi essere sereno.» Non è forse meglio fare le cose necessarie, e quelle che la ragione di un essere per natura sociale…
- Marco Aurelio, Pensieri, IV, 30Uno fa filosofia senza tunica, un altro senza libri. Quest'altro, mezzo nudo, dice: «Non ho pane, eppure resto fedele alla ragione.» E io non ho il…
- Marco Aurelio, Pensieri, IV, 51Corri sempre per la via breve; e la via breve è quella secondo natura: dire e fare tutto nel modo più sano. Un proposito del genere ti libera dalle…
- Marco Aurelio, Pensieri, V, 7Preghiera degli Ateniesi: «Fa' piovere, fa' piovere, caro Zeus, sui campi e sulle pianure degli Ateniesi.» O non bisogna pregare, o bisogna pregare…
- Marco Aurelio, Pensieri, V, 12Che cosa siano le cose che ai più sembrano beni, puoi capirlo anche da qui. Se uno pensa a cose che sono beni veri, come la saggezza, la temperanza…
- Marco Aurelio, Pensieri, V, 15Non bisogna chiamare proprie dell'uomo quelle cose che non spettano all'uomo in quanto uomo. Non sono richieste all'uomo, la natura dell'uomo non le…
- Marco Aurelio, Pensieri, VI, 13Come quando, davanti alle pietanze e ai cibi del genere, ti fai l'impressione che questo è il cadavere di un pesce, questo il cadavere di un uccello o…
- Marco Aurelio, Pensieri, VII, 31Fai risplendere te stesso di semplicità, di pudore e di indifferenza verso ciò che sta in mezzo tra virtù e vizio. Ama il genere umano. Segui il dio…
- Marco Aurelio, Pensieri, VIII, 24Come ti appare il bagno: olio, sudore, sporcizia, acqua viscida, tutte cose disgustose; così è ogni parte della vita e ogni oggetto.
- Marco Aurelio, Pensieri, IX, 29La sostanza del tutto è un torrente: trascina via tutto. Quanto sono meschini anche questi omuncoli che fanno politica e, come credono, agiscono da…
- Marco Aurelio, Pensieri, X, 32Nessuno possa dire con verità di te che non sei semplice o che non sei buono; ma menta chiunque pensi di te una cosa del genere. Tutto questo dipende…
- Marco Aurelio, Pensieri, XI, 24Gli Spartani, durante gli spettacoli, mettevano i sedili per gli stranieri all'ombra, mentre loro si sedevano dove capitava.
- Marco Aurelio, Pensieri, XI, 28Com'era Socrate, con una pelle di pecora legata in vita, quando Santippe aveva preso il suo mantello ed era uscita; e che cosa disse Socrate agli…
- Marco Aurelio, Pensieri, XII, 2Il dio vede tutte le parti che guidano nude dei vasi materiali, delle cortecce e delle scorie. Con la sua sola intelligenza tocca soltanto ciò che da…
- Epitteto, Manuale, 15Ricorda che devi comportarti come a un banchetto. Ti arriva davanti un piatto che fa il giro della tavola: allunga la mano e servitene con garbo…
- Epitteto, Manuale, 33Stabilisci fin da ora per te un carattere e un modello di comportamento, da mantenere sia quando sei solo sia quando sei con gli altri. Taci per lo…
- Epitteto, Manuale, 39Per ciascuno la misura dei beni è il corpo, come il piede lo è della scarpa. Se ti fermi a questo, manterrai la misura; se la oltrepassi, da quel…
- Epitteto, Manuale, 41È segno di poco ingegno dedicare molto tempo alle cose del corpo, come fare molta ginnastica, mangiare molto, bere molto, passare molto tempo ad…
- Epitteto, Manuale, 47Quando ti sei abituato a vivere in modo frugale per quanto riguarda il corpo, non fartene bello; e se bevi acqua, non dire a ogni occasione che bevi…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 1, 5E allora? Non considero povero chi si accontenta di quel poco, per quanto poco, che gli rimane. Quanto a te, però, preferisco che conservi ciò che è…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 2, 3Non giova e non viene assimilato dal corpo il cibo che si espelle appena preso; niente ostacola la guarigione quanto il continuo cambiare rimedi; non…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 2, 4«Ma io», dici, «ora voglio sfogliare questo libro, ora quello». Assaggiare molte cose è proprio di uno stomaco svogliato; e quando i cibi sono vari e…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 2, 6«È una cosa onorevole», dice, «la povertà serena». Ma se è serena, non è povertà. Non è povero chi ha poco, ma chi desidera di più. Che importa…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 4, 10Ma per mettere fine alla lettera, ricevi ciò che mi è piaciuto oggi. Anche questo è colto nei giardini altrui: «Una povertà regolata dalla legge della…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 4, 11Si suda per il superfluo. È il superfluo che consuma la toga, che ci costringe a invecchiare sotto la tenda, che ci scaraventa su spiagge straniere…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 5, 2Evita l'abbigliamento ruvido, i capelli incolti, la barba trascurata, l'odio dichiarato per l'argento, il giaciglio steso per terra e qualsiasi altra…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 5, 3La toga non sia splendente, ma nemmeno sporca. Non teniamo argenteria su cui sia stato cesellato oro massiccio, ma non pensiamo che fare a meno…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 5, 5Come desiderare cose raffinate è proprio del lusso, così fuggire quelle comuni e ottenibili con poca spesa è proprio della follia. La filosofia esige…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 5, 6«E allora? Faremo le stesse cose che fanno gli altri? Non ci sarà nessuna differenza tra noi e loro?» Moltissima. Chi ci osserverà da vicino si…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 8, 5«Tenete dunque questa regola di vita sana e salutare: concedete al corpo solo quanto basta alla buona salute. Va trattato con una certa durezza…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 12, 5Ogni piacere riserva per la fine ciò che ha di più dolce. L'età più dolce è quella già in discesa, ma non ancora in picchiata. E anche quella che sta…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 14, 9Dobbiamo dunque guardarci intorno per capire come metterci al sicuro dalla massa. Prima di tutto non desideriamo le stesse cose degli altri: tra…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 14, 17Ora tendi la mano per l'obolo quotidiano. Ti riempirò la mano di un obolo d'oro, e poiché si è parlato di oro, senti come il suo uso e il suo…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 14, 18E che importa chi l'abbia detto? L'ha detto per tutti. Chi ha bisogno della ricchezza teme per lei. E nessuno gode di un bene che lo tiene in ansia…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 15, 2Cura dunque soprattutto questa salute, e poi anche l'altra, quella che viene seconda, che non ti costerà molto, se vorrai stare bene. È infatti…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 15, 3Molti inconvenienti seguono chi si dedica a questa cura: prima di tutto gli esercizi, la cui fatica esaurisce il fiato e lo rende inadatto alla…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 15, 4Ci sono esercizi facili e brevi, che stancano subito il corpo e non sprecano il tempo, di cui bisogna tenere conto più di tutto: la corsa, il…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 15, 6E non ti ordino di stare sempre chino sul libro o sulle tavolette: bisogna concedere all'animo qualche pausa, in modo però che non si sfaldi, ma si…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 15, 7E non disprezzare l'esercizio della voce; ti proibisco però di alzarla per gradi e secondo toni stabiliti, e poi di abbassarla. E se poi volessi…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 15, 11Fissa un limite che non vorresti superare nemmeno se potessi; se ne vadano una buona volta questi beni insidiosi, più belli per chi li spera che per…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 16, 7Fin dall'inizio, se ti conosco bene, ti guarderai intorno per vedere che regalino abbia portato questa lettera. Scuotila e lo troverai. Non c'è motivo…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 16, 8La natura desidera poco, l'opinione desidera l'infinito. Si accumuli pure su di te tutto ciò che avevano posseduto molti ricchi. La Fortuna ti spinga…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 16, 9I desideri naturali hanno un limite; quelli che nascono da una falsa opinione non hanno dove fermarsi. Il falso infatti non ha confini. Chi percorre…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 17, 2Quando dici questo, non sembri conoscere la forza e il potere del bene a cui stai pensando. L'insieme della cosa, cioè quanto giovi la filosofia, lo…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 17, 3Certo, è questo che cerchi e che vuoi ottenere con questo rinvio: non dover temere la povertà. E se invece fosse da desiderare? A molti le ricchezze…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 17, 4È facile nutrire pochi stomaci, ben educati e che non desiderano altro che essere riempiti. La fame costa poco, il capriccio molto. La povertà si…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 17, 5Se vuoi dedicarti all'animo, devi essere povero o simile a un povero. Lo studio non può essere salutare senza la cura della sobrietà; e la sobrietà è…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 17, 7Gli eserciti hanno sopportato la mancanza di tutto, sono vissuti di radici d'erba e hanno sopportato la fame con cibi disgustosi anche solo a…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 17, 8È così. Quando avrai tutto, solo allora vorrai avere anche la saggezza? Sarà l'ultimo strumento della vita e, per così dire, un'aggiunta? Tu invece…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 17, 9«Ma mi mancava il necessario». Prima di tutto, non potrà mancare, perché la natura chiede pochissimo, e il saggio si adatta alla natura. Ma se si…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 17, 10«Perché rimandi te stesso così a lungo? Aspetterai gli interessi di un prestito, o il guadagno di un commercio, o il testamento di un vecchio ricco…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 18, 1Seneca saluta il suo Lucilio. È il mese di dicembre: la città suda più che mai. Al lusso pubblico è stato dato via libera. Tutto risuona di…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 18, 4È molto più forte restare asciutto e sobrio mentre il popolo è ubriaco e vomita; è più equilibrato non mettersi in disparte né farsi notare, e nemmeno…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 18, 5Del resto, mi piace tanto mettere alla prova la fermezza del tuo animo che, seguendo il precetto di grandi uomini, darò anche a te questo precetto…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 18, 7Non pensare ora che io parli delle cene alla Timone, delle stanze dei poveri e di tutte le altre cose con cui il lusso gioca, per noia delle…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 18, 8Tuttavia non c'è motivo di credere di fare molto. Farai infatti ciò che fanno molte migliaia di schiavi, molte migliaia di poveri; ammirati per…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 18, 9Quel maestro del piacere, Epicuro, aveva dei giorni stabiliti in cui placava la fame con parsimonia, per vedere se mancasse qualcosa al piacere pieno…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 18, 10Credi che con un vitto simile ci si sazi? Anzi, c'è anche piacere. E non quel piacere leggero, fugace e da rinnovare di continuo, ma stabile e sicuro…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 18, 12Comincia dunque, mio Lucilio, a seguire l'abitudine di questi uomini e fissa alcuni giorni in cui ritirarti dai tuoi beni e prendere confidenza con il…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 19, 7Se ti ritirerai a vita privata, tutto sarà più piccolo, ma ti riempirà a sufficienza; ora invece moltissime cose ammassate da ogni parte non ti…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 20, 3Osserva dunque te stesso: se per caso il tuo vestito e la tua casa siano in contrasto, se sei generoso con te e meschino con i tuoi, se ceni con…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 20, 7«Che ne sarà», dici, «di questa folla di familiari, senza il patrimonio di famiglia?» Questa folla, quando smetterai di nutrirla tu, si nutrirà da…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 20, 8Verso questo, dunque, tendano i tuoi pensieri, di questo prenditi cura, questo desidera, dispensando Dio da tutti gli altri voti: di accontentarti di…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 20, 9Anche se ti fa invidia, ancora una volta Epicuro paga volentieri al posto mio. «Credimi, il tuo discorso sembrerà più grandioso su una branda e…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 20, 10«E allora? Non si possono disprezzare le ricchezze quando le si ha in grembo?» Perché no? Anzi, ha un animo grandissimo chi, vedendosele riversate…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 20, 11«Non so», dici, «come quest'uomo sopporterebbe la povertà, se ci cadesse». Nemmeno io so, Epicuro, se quel tuo povero disprezzerebbe le ricchezze, se…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 20, 12Del resto, è segno di una grande indole non correre verso queste cose come se fossero migliori, ma prepararsi come a cose facili. E sono facili…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 20, 13Ritengo dunque necessario ciò che, come ti ho scritto, i grandi uomini hanno fatto spesso: inserire alcuni giorni in cui allenarci alla povertà vera…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 21, 7Perché Idomeneo non sia entrato gratis nella mia lettera, la pagherà lui di tasca sua. È a lui che Epicuro scrisse quella celebre massima con cui lo…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 21, 8Questa massima è troppo chiara per aver bisogno di essere interpretata, e troppo efficace per aver bisogno di aiuto. Ti avverto di una sola cosa: non…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 21, 10Quando arriverai ai suoi giardinetti e leggerai la scritta sopra i giardinetti, «Ospite, qui starai bene; qui il bene supremo è il piacere», ti verrà…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 21, 11Ti parlo di quei desideri che non si lasciano consolare, ai quali bisogna dare qualcosa perché smettano. Quanto a quelli straordinari, che si possono…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 22, 12Ma se tergiversi per calcolare quanto portarti dietro e con quanto denaro attrezzare il tuo ritiro, non troverai mai l'uscita. Nessuno si salva a…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 25, 4Tu, come già fai, mostrati forte per noi e riduci i bagagli. Nulla di ciò che abbiamo è necessario. Torniamo alla legge della natura: le ricchezze…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 27, 9Ma prendi ormai quello che ti devo, e stammi bene. «La ricchezza è la povertà regolata secondo la legge della natura.» Epicuro lo dice spesso, ora in…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 33, 3Non c'è motivo, dunque, di pretendere estratti e frasi da ripetere: presso i nostri è continuo ciò che presso gli altri si estrae. Non abbiamo quindi…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 36, 1Seneca saluta il suo Lucilio. Esorta il tuo amico a disprezzare con grande animo quelli che lo rimproverano perché ha cercato l'ombra e il ritiro…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 39, 4È proprio di un grande animo disprezzare le grandezze e preferire le cose moderate a quelle eccessive. Le prime infatti sono utili e danno vita; le…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 39, 6Il necessario lo misura l'utilità; il superfluo, a che cosa lo riduci? Così affondano nei piaceri, di cui, una volta diventati abitudine, non possono…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 40, 2Mi scrivi di aver ascoltato il filosofo Serapione, quando è sbarcato da voi: «Ha l'abitudine di strappare via le parole a gran velocità, e non le fa…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 40, 3Tieni dunque per certo che questa forza oratoria rapida e traboccante è più adatta a un ciarlatano di piazza che a chi tratta e insegna una materia…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 40, 4Aggiungi ora che il discorso che si dedica alla verità deve essere disadorno e semplice. Questo discorso popolare non ha nulla di vero: vuole…
- Seneca, Lettere a Lucilio, 40, 9Farai bene, dunque, a non andare ad ascoltare questi che badano a quanto dicono, non a come lo dicono, e a preferire tu stesso, se è necessario…