Seneca, Lettere a Lucilio, 9, 16

«Ma quale sarà la vita del saggio, se resterà senza amici, gettato in prigione, o abbandonato presso un popolo straniero, o trattenuto in una lunga navigazione, o scaraventato su una spiaggia deserta?» Sarà come quella di Giove quando, dissolto il mondo e confusi gli dèi in un tutto unico, mentre la natura si ferma per un po', riposa in se stesso, abbandonato ai suoi pensieri. Il saggio fa qualcosa di simile: si raccoglie in sé, sta con se stesso.

Seneca · Lettere a Lucilio, 9, 16

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 9, 16, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/9/16