Seneca, Lettere a Lucilio, 10, 1

Seneca saluta il suo Lucilio. È così, non cambio idea: fuggi la moltitudine, fuggi i pochi, fuggi perfino uno solo. Non ho nessuno con cui vorrei vederti in compagnia. E guarda che stima ho di te: oso affidarti a te stesso. Cratete, a quanto dicono, discepolo proprio di quello Stilpone di cui ho parlato nella lettera precedente, vedendo un ragazzo che passeggiava in disparte, gli chiese che cosa facesse lì da solo. «Parlo con me stesso», rispose. E Cratete: «Sta' attento, ti prego, e bada bene: stai parlando con un uomo malvagio».

Seneca · Lettere a Lucilio, 10, 1

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 10, 1, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/10/1