Seneca, Lettere a Lucilio, 9, 22
«E allora?», dici. «Se quel tale, ricco in modo vergognoso, e quell'altro, padrone di molti ma schiavo di molti di più, diranno di essere felici, diventeranno felici per il loro stesso giudizio?» Non conta che cosa dice, ma che cosa sente; e non che cosa sente in un giorno, ma di continuo. Non c'è però motivo di temere che una cosa così grande arrivi a chi non la merita: solo al saggio piace ciò che ha. Ogni stoltezza soffre del disgusto di sé. Stammi bene.
Seneca · Lettere a Lucilio, 9, 22
Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Seneca, Lettere a Lucilio, 9, 22, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/9/22