Seneca, Lettere a Lucilio, 15, 11

Fissa un limite che non vorresti superare nemmeno se potessi; se ne vadano una buona volta questi beni insidiosi, più belli per chi li spera che per chi li ha ottenuti. Se ci fosse in loro qualcosa di solido, prima o poi riempirebbero; invece fanno venire sete a chi ne beve. Lasciamo perdere gli sfarzi che abbagliano. E quanto a ciò che la sorte incerta del futuro rimescola, perché dovrei ottenere dalla Fortuna che me lo dia, piuttosto che da me stesso di non chiederlo? E perché dovrei chiederlo? Dovrei accumulare, dimenticando la fragilità umana? Per che cosa dovrei affaticarmi? Ecco, questo è l'ultimo giorno. Ammettiamo che non lo sia: è vicino all'ultimo. Stammi bene.

Seneca · Lettere a Lucilio, 15, 11

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 15, 11, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/15/11